venerdì 29 agosto 2014
mercoledì 21 maggio 2014
La bottega instabile in coincidenza con la festa di strada RIVIVO RIALTO ospita
COLORI ALL'OLIO
GREGORIO PAONE
Gregorio ama la fotografia, questa passione lo spinge in giro per il mondo alla ricerca di particolari identità metropolitane.
Con la stessa passione, a Maida, lavora per l’azienda agricola della famiglia che si occupa della produzione di olio extravergine di oliva, alla quale dedica tempo, amore e rispetto, in linea con le più consapevoli metodologie agricole ed imprenditoriali.
La Bottega oltre ad essere il nostro laboratorio artigianale, è un luogo “ domestico “ polifunzionale di condivisione di idee, esperienze e progetti, al fine di promuovere forme d’arte e di sostenibilità indipendenti. Nel nostro piccolo spazio ospiteremo una selezione del lavoro fotografico di Gregorio, la cui personalità è caratterizzata dall’integrazione di momenti di vita metropolitana a momenti di vita quotidiana rurale.
Il giorno dell’inaugurazione abbineremo alle sue fotografie la degustazione dell’olio da lui prodotto.
bio: Gregorio Paone è nato a Maida, un piccolo paese situato nel centro della Calabria.
A Bologna si laurea prima in Economia e Marketing, e poi in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale.
Durante gli anni universitari inizia a prendersi cura dell'azienda agricola di famiglia impegnata nella produzione di olio extravergine d'oliva, e negli stessi anni inizia a coltivare la passione per la fotografia come mezzo per documentare le realtà la sua realtà quotidiana.
https://www.flickr.com/
martedì 13 maggio 2014
GIOVEDI 15 MAGGIO ALLE ORE 19:30 | La bottega instabile vi invita al 2°appuntamento
“ il ventre dell’Artigiano”
Filo conduttore di questo ciclo di incontri è la condivisione del nostro spazio, la produzione artigianale, il pièce unique, il design ma anche il cibo e la convivialità.
Lo scopo di tutto ciò è quello di unire vari aspetti creativi e sociali per creare nuove connessioni e ralazioni.
Elena Brasa, e Happy Coridon saranno le protagoniste di questo partecipato giovedì di Maggio con i loro lavori, ma soprattutto con la loro personale cucina.
Happy Coridon: "hanno tentato d'insegnarmi a fare noiosissimi centrini a crochet, ma non riuscivo a stare negli schemi, in tutti i sensi. Con l'uncinetto ho creato un mondo tutto mio. I miei lavori si ispirano alla natura, alle favole, al cibo e, soprattutto, al mondo dei bambini. Per chi pensa che diventare adulti sia noioso."
http:// happycoridon.blogspot.it/
Elena Brasa: studia progettazione della moda, indirizzo oreficeria c/o la facoltà di architettura a Firenze, e nel 2007 acquisisce il titolo di “tecnico di progetto di accessorio e oreficeria” .
“ Le mie capacità riguardano la progettazione di gioielli in argento e ottone, che vengono poi creati in base a precise scelte stilistiche e tecniche, e assemblati talvolta a materiali semilavorati, pelli e tessuti.
Elena vive e lavora a Bologna
http://www.elenabrasa.com/ Elena_Brasa/Home.html
“ il ventre dell’Artigiano”
Filo conduttore di questo ciclo di incontri è la condivisione del nostro spazio, la produzione artigianale, il pièce unique, il design ma anche il cibo e la convivialità.
Lo scopo di tutto ciò è quello di unire vari aspetti creativi e sociali per creare nuove connessioni e ralazioni.
Elena Brasa, e Happy Coridon saranno le protagoniste di questo partecipato giovedì di Maggio con i loro lavori, ma soprattutto con la loro personale cucina.
Happy Coridon: "hanno tentato d'insegnarmi a fare noiosissimi centrini a crochet, ma non riuscivo a stare negli schemi, in tutti i sensi. Con l'uncinetto ho creato un mondo tutto mio. I miei lavori si ispirano alla natura, alle favole, al cibo e, soprattutto, al mondo dei bambini. Per chi pensa che diventare adulti sia noioso."
http://
Elena Brasa: studia progettazione della moda, indirizzo oreficeria c/o la facoltà di architettura a Firenze, e nel 2007 acquisisce il titolo di “tecnico di progetto di accessorio e oreficeria” .
“ Le mie capacità riguardano la progettazione di gioielli in argento e ottone, che vengono poi creati in base a precise scelte stilistiche e tecniche, e assemblati talvolta a materiali semilavorati, pelli e tessuti.
Elena vive e lavora a Bologna
http://www.elenabrasa.com/
martedì 21 gennaio 2014
La bottega instabile in collaborazione con il Kutir, è lieta di ospitare
Vicine DiStanze
di Rachel Morellet
a cura di Pierluca Nardoni.
OPENING sabato 25 Gennaio | h: 18.00 > 24.00
Domenica 26 Gennaio | h: 15.00 > 20.00
Se volessimo assegnare un’etichetta al lavoro di Rachel Morellet (1975), potremmo in prima battuta richiamarci al termine fin troppo diffuso di “concettuale”, magari con l’aggiunta del prefisso “post”, per intendere la rilettura, avvenuta una ventina di anni fa, di quella tipica congiuntura sessantottesca. Basterà gettare uno sguardo alle opere in mostra per scorgere l’uso esclusivo della fotografia e del video, due tra gli strumenti privilegiati per ridurre l’ingombro fisico dell’oggetto artistico e fornire di un involucro adeguato le idee più ingegnose. Va registrato, tuttavia, uno scarto sensibile tra le operazioni della Morellet e i risultati raggiunti dagli autori del cosiddetto post-concettualismo degli anni Novanta: mentre questi ultimi restavano fedeli a un certo disinteresse nei confronti della resa formale dell’opera (si pensi ai lavori della Scuola di Piombino), l’artista francese reintroduce le giuste dosi di seduzione estetica, bilanciando sapientemente un misurato lirismo e una calibrata ironia. D’altronde, già la sede scelta per Vicine DiStanze è un contenitore tutt’altro che asettico. Si tratta di una bottega di artigianato arredata come un piccolo appartamento domestico e accogliente, ricavata da un antico laboratorio tessile. Appena entrati in questo “luogo d’affezione”, ci imbattiamo in Happy hours, un trittico di fotografie di grandi dimensioni che evoca subito la memoria delle pale d’altare medievali. Il soggetto ritratto parrebbe perciò provocatorio, trattandosi, a prima vista, di una danza di ovuli e spermatozoi, ma risulta addirittura irriverente quando ci accorgiamo di avere di fronte null’altro che cipolline e capperi in salamoia. Siamo allora a una sacralizzazione del banale, ottenuta grazie a un’immagine suadente degna degli spot pubblicitari più persuasivi, capace di innescare un divertente corto circuito di significati (anche tenendo conto del gioco di parole del titolo). Pochi passi più in là, all’interno di una vecchia credenza, potremo sbirciare un video quasi di nascosto, attraverso un foro praticato nel legno. Il tema del voyeurismo è ben testimoniato nell’arte dell’ultimo secolo (si veda il celebre Étant donnés… di Marcel Duchamp) e nel caso in esame i primi secondi di Venere e Amore confermano l’atmosfera da peep show, lasciando intravedere il corpo nudo di una donna. Le scene scorrono interrotte da frequenti pause, ma ben presto ci avvediamo che il tema non è così scabroso, perché il corpo femminile è oggetto delle attenzioni di un neonato impegnato nel tentativo ingenuo e giocoso di ripercorrere la sua porta d’accesso al mondo. Anche in quest’occasione, l’arte della Morellet si dimostra sottilmente ambigua, in bilico tra la mera ricognizione del dato reale e un’impaginazione accurata, in grado di mescolare il sapore amatoriale del filmato di famiglia con la ricercatezza di quelle brusche interruzioni che donano alle immagini un impatto quasi subliminale. Il percorso espositivo continua fuori dalla bottega, imboccando una stradina poco distante; sulla soglia di un’abitazione privata, sede di un corso di Yoga, seguiremo la proiezione dei momenti salienti di Wedding performance. Si tratta, come recita il titolo, di un’azione performativa, opportunamente documentata da un video, come le analoghe esperienze degli anni Sessanta e Settanta. Ma la differenza rispetto a quelle azioni pionieristiche è tangibile: mentre le imprese neoavanguardiste erano volte a presentare dei comportamenti spesso reiterati e ossessivi, alla ricerca di rapporti autentici con il proprio corpo e con le circostanze spazio-temporali, qui si assiste a una performance più artificiosa, diciamo “alterata”, il cui video è persino sottoposto a un minuzioso lavoro di montaggio; il tutto perfettamente in linea con i nostri tempi fittamente tramati di realtà e virtualità. La Morellet, infatti, mette in scena un finto matrimonio e progetta per i due sposini degli abiti in Aplix®, un materiale del tutto simile al Velcro®. Le conseguenze sono rocambolesche: i due performer sperimentano l’appiccicosa tenacia dei loro indumenti, trasformando il rituale taglio della torta in una zuffa comica degna di Stanlio e Ollio. Wedding performance si presenta dunque come una valida sintesi delle peculiarità della Morellet, sempre in grado di conferire al suo concettualismo la giusta dose di fisicità e di ironia e di presentare le sue trovate dietro il velo affascinante di un’“autentica finzione”.
Pierluca Nardoni
Contatti:
http:// www.rachelmorellet.com/
http:// labottegainstabile.blogspot .it/
Info:
labottegainstabile@gmail.c om
info@kutir.it
Tel: 051 8493682
+39 3406652287
Vicine DiStanze
di Rachel Morellet
a cura di Pierluca Nardoni.
OPENING sabato 25 Gennaio | h: 18.00 > 24.00
Domenica 26 Gennaio | h: 15.00 > 20.00
Se volessimo assegnare un’etichetta al lavoro di Rachel Morellet (1975), potremmo in prima battuta richiamarci al termine fin troppo diffuso di “concettuale”, magari con l’aggiunta del prefisso “post”, per intendere la rilettura, avvenuta una ventina di anni fa, di quella tipica congiuntura sessantottesca. Basterà gettare uno sguardo alle opere in mostra per scorgere l’uso esclusivo della fotografia e del video, due tra gli strumenti privilegiati per ridurre l’ingombro fisico dell’oggetto artistico e fornire di un involucro adeguato le idee più ingegnose. Va registrato, tuttavia, uno scarto sensibile tra le operazioni della Morellet e i risultati raggiunti dagli autori del cosiddetto post-concettualismo degli anni Novanta: mentre questi ultimi restavano fedeli a un certo disinteresse nei confronti della resa formale dell’opera (si pensi ai lavori della Scuola di Piombino), l’artista francese reintroduce le giuste dosi di seduzione estetica, bilanciando sapientemente un misurato lirismo e una calibrata ironia. D’altronde, già la sede scelta per Vicine DiStanze è un contenitore tutt’altro che asettico. Si tratta di una bottega di artigianato arredata come un piccolo appartamento domestico e accogliente, ricavata da un antico laboratorio tessile. Appena entrati in questo “luogo d’affezione”, ci imbattiamo in Happy hours, un trittico di fotografie di grandi dimensioni che evoca subito la memoria delle pale d’altare medievali. Il soggetto ritratto parrebbe perciò provocatorio, trattandosi, a prima vista, di una danza di ovuli e spermatozoi, ma risulta addirittura irriverente quando ci accorgiamo di avere di fronte null’altro che cipolline e capperi in salamoia. Siamo allora a una sacralizzazione del banale, ottenuta grazie a un’immagine suadente degna degli spot pubblicitari più persuasivi, capace di innescare un divertente corto circuito di significati (anche tenendo conto del gioco di parole del titolo). Pochi passi più in là, all’interno di una vecchia credenza, potremo sbirciare un video quasi di nascosto, attraverso un foro praticato nel legno. Il tema del voyeurismo è ben testimoniato nell’arte dell’ultimo secolo (si veda il celebre Étant donnés… di Marcel Duchamp) e nel caso in esame i primi secondi di Venere e Amore confermano l’atmosfera da peep show, lasciando intravedere il corpo nudo di una donna. Le scene scorrono interrotte da frequenti pause, ma ben presto ci avvediamo che il tema non è così scabroso, perché il corpo femminile è oggetto delle attenzioni di un neonato impegnato nel tentativo ingenuo e giocoso di ripercorrere la sua porta d’accesso al mondo. Anche in quest’occasione, l’arte della Morellet si dimostra sottilmente ambigua, in bilico tra la mera ricognizione del dato reale e un’impaginazione accurata, in grado di mescolare il sapore amatoriale del filmato di famiglia con la ricercatezza di quelle brusche interruzioni che donano alle immagini un impatto quasi subliminale. Il percorso espositivo continua fuori dalla bottega, imboccando una stradina poco distante; sulla soglia di un’abitazione privata, sede di un corso di Yoga, seguiremo la proiezione dei momenti salienti di Wedding performance. Si tratta, come recita il titolo, di un’azione performativa, opportunamente documentata da un video, come le analoghe esperienze degli anni Sessanta e Settanta. Ma la differenza rispetto a quelle azioni pionieristiche è tangibile: mentre le imprese neoavanguardiste erano volte a presentare dei comportamenti spesso reiterati e ossessivi, alla ricerca di rapporti autentici con il proprio corpo e con le circostanze spazio-temporali, qui si assiste a una performance più artificiosa, diciamo “alterata”, il cui video è persino sottoposto a un minuzioso lavoro di montaggio; il tutto perfettamente in linea con i nostri tempi fittamente tramati di realtà e virtualità. La Morellet, infatti, mette in scena un finto matrimonio e progetta per i due sposini degli abiti in Aplix®, un materiale del tutto simile al Velcro®. Le conseguenze sono rocambolesche: i due performer sperimentano l’appiccicosa tenacia dei loro indumenti, trasformando il rituale taglio della torta in una zuffa comica degna di Stanlio e Ollio. Wedding performance si presenta dunque come una valida sintesi delle peculiarità della Morellet, sempre in grado di conferire al suo concettualismo la giusta dose di fisicità e di ironia e di presentare le sue trovate dietro il velo affascinante di un’“autentica finzione”.
Pierluca Nardoni
Contatti:
http://
http://
Info:
labottegainstabile@gmail.c
info@kutir.it
Tel: 051 8493682
+39 3406652287
venerdì 20 dicembre 2013
Sabato 21 dicembre|h:20:00 LA BOTTEGA INSTABILE ospita
FERN BLOSSOM | LA FUGA NECESSITA DI ABITI COMODI
installazione performativa
eva geatti performer
edoardo marraffa sax
raffaella ploia matite e pennarelli
giovanni brunetto lampade
valentina cencetti abiti comodi
info:
http://
mercoledì 11 dicembre 2013
La "toscanaccia instabile " pranzo in bottega è rimandato a Gennaio!!!
BUONE VACANZE A TUTTI!!!! ________________________________________________________________________
SABATO 14 DICEMBRE | dalle ore 15:30
NON E' BOLZANO ospita:
CHIARA SCARPONE | STAMPE XLOGRAFICHE E OGGETTISTICA
CHIARA PAGLIAI | APPENDIABITI
BEBOSOHO | STAMPE
GIORGIA PASSINI | “I MUTANDINI”
FABIO GAMBERINI | “THE ITALIC LETTER”, T-SHIRT END BAGS
MONICA ORI | CERAMICHE
ELENA BRASA | GIOIELLI
CATERINA BRASA | PORTA TABACCHI
Dalla BOTTEGA INSTABILE:
FLORIS | CHAPEAUX
FONETICA | GIOIELLI
MARINA GIRARDI | ACQUERELLI
ROCCO LOMBARDI | STAMPE XLOGRAFICHE
______________________________________________________
DOMENICA 15 DICEMBRE | dalle 19:00 alle 22:00
APERITIVO+DJ SET DOTT. DESTOUCHES
wave
indie
electro
______________________________________________
BUONE VACANZE A TUTTI!!!! ________________________________________________________________________
SABATO 14 DICEMBRE | dalle ore 15:30
Non è Bolzano" è un
mercatino, e non solo, dedicato a tutti coloro che cercano uno spazio
per esporre le loro idee, farsi conoscere e far conoscere le loro
produzioni.
+ aperitivo casalingo NON E' BOLZANO ospita:
CHIARA SCARPONE | STAMPE XLOGRAFICHE E OGGETTISTICA
CHIARA PAGLIAI | APPENDIABITI
BEBOSOHO | STAMPE
GIORGIA PASSINI | “I MUTANDINI”
FABIO GAMBERINI | “THE ITALIC LETTER”, T-SHIRT END BAGS
MONICA ORI | CERAMICHE
ELENA BRASA | GIOIELLI
CATERINA BRASA | PORTA TABACCHI
Dalla BOTTEGA INSTABILE:
FLORIS | CHAPEAUX
FONETICA | GIOIELLI
MARINA GIRARDI | ACQUERELLI
ROCCO LOMBARDI | STAMPE XLOGRAFICHE
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DOMENICA 15 DICEMBRE | dalle 19:00 alle 22:00
APERITIVO+DJ SET DOTT. DESTOUCHES
wave
indie
electro
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venerdì 6 dicembre 2013
AL BUIO | VINTAGE LOVES – LEO MANTOVANI
con improvisazioni musicali di MICKAEL ZEMMIT
venerdì 6 dicembre | h: 20.00 – 23.00
+ aperitivo casalingo
Nella puntata precedente Vintage Loves, e il suo affascinato cliente, Batman, nei panni di Leo Mantovani, rapiscono il Rosso, si impadroniscono del suo lato poetico, e lo restituiscono in tutte le sue molteplici espressioni, offrendo una serata colta e leggiadra.
Ma era primavera...e la primavera, si sa, ti inganna sempre!
In questa puntata il regno della fantasia è minacciato dal nulla, ovvero dal buio; al buio è il nome della nuova selezione di Vintage Loves, il nero carbone tingerà abiti dal gusto retrò, e il nero asfalto guiderà le letture di Leo Mantovani.
“ Quando l’ultima vibrazione dell’ultimo ghirigori si spegne nel sepolcro notturno, un raggio di speranza arride ai nostri cuori affascinati…”
bio:
Vintage Love: etichetta indipendente bolognese, seleziona dal 2011 abiti retrò
provenienti da viaggi di piacere.
Leo Mantovani: interprete e autore, picaro e pindarico. Lui vive a Bologna.
Mickael Zemmit: jazzista francese, attualmente vive tra Bologna e Marsiglia.
con improvisazioni musicali di MICKAEL ZEMMIT
venerdì 6 dicembre | h: 20.00 – 23.00
+ aperitivo casalingo
Nella puntata precedente Vintage Loves, e il suo affascinato cliente, Batman, nei panni di Leo Mantovani, rapiscono il Rosso, si impadroniscono del suo lato poetico, e lo restituiscono in tutte le sue molteplici espressioni, offrendo una serata colta e leggiadra.
Ma era primavera...e la primavera, si sa, ti inganna sempre!
In questa puntata il regno della fantasia è minacciato dal nulla, ovvero dal buio; al buio è il nome della nuova selezione di Vintage Loves, il nero carbone tingerà abiti dal gusto retrò, e il nero asfalto guiderà le letture di Leo Mantovani.
“ Quando l’ultima vibrazione dell’ultimo ghirigori si spegne nel sepolcro notturno, un raggio di speranza arride ai nostri cuori affascinati…”
bio:
Vintage Love: etichetta indipendente bolognese, seleziona dal 2011 abiti retrò
provenienti da viaggi di piacere.
Leo Mantovani: interprete e autore, picaro e pindarico. Lui vive a Bologna.
Mickael Zemmit: jazzista francese, attualmente vive tra Bologna e Marsiglia.
lunedì 25 novembre 2013
mercoledì 20 novembre 2013
AL BUIO | VINTAGE LOVES – LEO MANTOVANI
Giovedì 21 novembre | h: 20.00 – 23.00
Per sdrammatizzare: pasta e fagioli + “fettunta”
Nella puntata precedente Vintage Loves, e il suo affascinato cliente, Batman, nei panni di Leo Mantovani, rapiscono il Rosso, si impadroniscono del suo lato poetico, e lo restituiscono in tutte le sue molteplici espressioni, offrendo una serata colta e leggiadra.
Ma era primavera...e la primavera, si sa, ti inganna sempre!
In questa puntata il regno della fantasia è minacciato dal nulla, ovvero dal buio; al buio è il nome della nuova selezione di Vintage Loves, il nero carbone tingerà abiti dal gusto retrò, e il nero asfalto guiderà le letture di Leo Mantovani.
“ Quando l’ultima vibrazione dell’ultimo ghirigori si spegne nel sepolcro notturno, un raggio di speranza arride ai nostri cuori affascinati…”
bio:
Vintage Love: etichetta indipendente bolognese, seleziona dal 2011 abiti retrò
provenienti da viaggi di piacere.
Leo Mantovani: interprete e autore, picaro e pindarico. Lui vive a Bologna.
Giovedì 21 novembre | h: 20.00 – 23.00
Per sdrammatizzare: pasta e fagioli + “fettunta”
Nella puntata precedente Vintage Loves, e il suo affascinato cliente, Batman, nei panni di Leo Mantovani, rapiscono il Rosso, si impadroniscono del suo lato poetico, e lo restituiscono in tutte le sue molteplici espressioni, offrendo una serata colta e leggiadra.
Ma era primavera...e la primavera, si sa, ti inganna sempre!
In questa puntata il regno della fantasia è minacciato dal nulla, ovvero dal buio; al buio è il nome della nuova selezione di Vintage Loves, il nero carbone tingerà abiti dal gusto retrò, e il nero asfalto guiderà le letture di Leo Mantovani.
“ Quando l’ultima vibrazione dell’ultimo ghirigori si spegne nel sepolcro notturno, un raggio di speranza arride ai nostri cuori affascinati…”
bio:
Vintage Love: etichetta indipendente bolognese, seleziona dal 2011 abiti retrò
provenienti da viaggi di piacere.
Leo Mantovani: interprete e autore, picaro e pindarico. Lui vive a Bologna.
mercoledì 6 novembre 2013
GIOVEDI' 7 NOVEMBRE | dalle 19:30
presso la Bottega Instabile
UNA TWIGA IN TANZANIA presenta
attraverso la voce di Elisa Graziali e la testimonianza di un gruppo di volontari, il progetto dell’asilo a Nyakipambo.
Nel corso della serata sarà possibile finanziare il progetto attraverso l’acquisto di un calendario fotografico, che scandisce, mese per mese, questa importante esperienza tanzanese.
“ La mia esperienza africana nasce da dei racconti di una coppia di amici dei miei...da ormai 25 anni Gino e Graziella operano in Tanzania ed ogni anno riportano dei racconti meravigliosi sulla gente ed il Paese...nel 2007 i miei genitori partirono con loro per la Tanzania, trascorrendo due mesi e mezzo...quando ritornarono i loro racconti, le loro fotografie ed i loro occhi mi colpirono e da lì la mia curiosità per il "Continente nero" è partita...
Dal 2011 Elisa Graziali tramite l'associazione "Albero di Cirene di Bologna", collabora attivamente alla realizzazione dell’asilo di Nyakipambo.
…”Ora manca poco ad essere del tutto operativo...mancano solo poche aule ad essere completate, sia per il sottotetto sia per le decorazioni, ma speriamo di riuscire a finire l'opera entro l'anno prossimo.”
info:
eli.grazioli@gmail.com
labottegainstabile@gmail.c
mercoledì 25 settembre 2013
RIVIVO RIALTO 1° Festa di strada di VIA RIALTO
VENERDI' 27 SETTEMBRE - 18:00 / 23:00
Via Rialto si animerà di Musica, Eventi, Mostre e attività.
La strada farà da cornice alle storiche attività artigianali e enogastronomiche.
In occasione dell'evento la BOTTEGA INSTABILE diventerà una bottega IN strada. Vi aspettano Vino e Birra all'aria aperta.
In oltre presentera'
La nuova collezione 2013/14 di FLORIS CHAPEAUX
FACCE INSTABILI - raccontano in piccoli scatti fotografici la bottega e altri instabili - Aba
VIA RIALTO - scatti fotografici delle botteghe di via Rialto - Peter Zullo
CLAY PORTRAIS TRANSPARENT SERIES - Lorenzo Ghelardini
Accompagneranno la serata MORSE CODE BAND http://morsecode.bandcamp.com
Per i più piccoli e non solo verranno riproposti vecchi GIOCHI DI STRADA.
DA non dimenticare la CACCIA AL TESORO che si terrà su tutta via Rialto.
Premio "OSPITE PER UNA SERA IN VIA RIALTO"
I partecipanti ritireranno il gettone per la caccia al tesoro presso la Bottega Instabile, entro le 19;30.
La strada farà da cornice alle storiche attività artigianali e enogastronomiche.
In occasione dell'evento la BOTTEGA INSTABILE diventerà una bottega IN strada. Vi aspettano Vino e Birra all'aria aperta.
In oltre presentera'
La nuova collezione 2013/14 di FLORIS CHAPEAUX
FACCE INSTABILI - raccontano in piccoli scatti fotografici la bottega e altri instabili - Aba
VIA RIALTO - scatti fotografici delle botteghe di via Rialto - Peter Zullo
CLAY PORTRAIS TRANSPARENT SERIES - Lorenzo Ghelardini
Accompagneranno la serata MORSE CODE BAND http://morsecode.bandcamp.com
Per i più piccoli e non solo verranno riproposti vecchi GIOCHI DI STRADA.
DA non dimenticare la CACCIA AL TESORO che si terrà su tutta via Rialto.
Premio "OSPITE PER UNA SERA IN VIA RIALTO"
I partecipanti ritireranno il gettone per la caccia al tesoro presso la Bottega Instabile, entro le 19;30.
lunedì 15 luglio 2013
venerdì 28 giugno 2013
LA BOTTEGA INSTABILE segnala per stasera
la Feltrinelli - Piazza Ravegnana 1
la Feltrinelli - Piazza Ravegnana 1
28 venerdì ore 18.00
BALVANO, LA STRAGE DIMENTICATA
Partendo da una storia d’amore travagliata e a tratti impossibile,
Salvio
Esposito
nel romanzo La galleria delle armi (Marotta & Cafiero)
ci racconta la tragedia dimenticata della strage di Balvano del 3 marzo
1944, il più grande disastro ferroviario della storia d’Europa, dove
persero la vita in pochi istanti oltre 600 persone, soffocate in pochi
secondi dal monossido di carbonio. L’autore ne parla con
Daniele
Biacchessi
.piazza Ravegnana,
lunedì 24 giugno 2013
La Bottega Instabile ospita
Pennellate Indistinte | Nicholas Parodi Battaglia
Pennellate Indistinte | Nicholas Parodi Battaglia
Valentino Candian
Gabriele Anastasia
Lecture & musique + aperitivo
Mercoledì 26 giugno | h: 19.30
Aspiranti musicisti poeti e artisti imprevisti:
il benvenuto a voi negli ambienti più nascosti.
Correnti di versi esposti sprigionano sostantivi emancipati dai contesti
e testi diversi tra stoffe di vesti;
plettri accompagnano alcolici gesti
tra botta e risposta di angoli opposti.
Nicholas Battaglia Parodi: nasce nel 1993 durante il triste-freddo-corto mese di febbraio in una città in bilico tra l' Italia e la Slovenia, Trieste. Termina il liceo classico-linguistico e, orfano di aspettative, abbandona la sua terra natia iniziando così un nuovo corso di studi bolognesi dedicato nuovamente alle lingue e alle letterature. Poi, affetto da patologie semitiche fa la scelta folle di iniziare a studiare l' arabo, per dare ad un piatto misto di letteratura e poesia un sapore più orientale.
Valentino Candian: Le nebbiose pianure del milanese lo hanno partorito,il porto spazzato dalla Bora tirannica di Trieste lo ha accudito per una decade e finalmente l'approdo per Valentino Candian nelle terre bolognesi. In questo luogo il già menzionato trova l'ispirazione profonda nella Facoltà di Lingue e Letterature Straniere alternando l'intensivo studio della lingua francese e russa all'avvicinamento ai riti alcolici degli studenti della città.
Gabriele Anastasia: compositore e terrorista sonoro, nasce a Lecce più di 19 anni fa.
Vive e studia a Bologna, ed è di poche parole.
il benvenuto a voi negli ambienti più nascosti.
Correnti di versi esposti sprigionano sostantivi emancipati dai contesti
e testi diversi tra stoffe di vesti;
plettri accompagnano alcolici gesti
tra botta e risposta di angoli opposti.
Nicholas Battaglia Parodi: nasce nel 1993 durante il triste-freddo-corto mese di febbraio in una città in bilico tra l' Italia e la Slovenia, Trieste. Termina il liceo classico-linguistico e, orfano di aspettative, abbandona la sua terra natia iniziando così un nuovo corso di studi bolognesi dedicato nuovamente alle lingue e alle letterature. Poi, affetto da patologie semitiche fa la scelta folle di iniziare a studiare l' arabo, per dare ad un piatto misto di letteratura e poesia un sapore più orientale.
Valentino Candian: Le nebbiose pianure del milanese lo hanno partorito,il porto spazzato dalla Bora tirannica di Trieste lo ha accudito per una decade e finalmente l'approdo per Valentino Candian nelle terre bolognesi. In questo luogo il già menzionato trova l'ispirazione profonda nella Facoltà di Lingue e Letterature Straniere alternando l'intensivo studio della lingua francese e russa all'avvicinamento ai riti alcolici degli studenti della città.
Gabriele Anastasia: compositore e terrorista sonoro, nasce a Lecce più di 19 anni fa.
Vive e studia a Bologna, ed è di poche parole.
Contatti:
valentinocandian@libero.it
nicholasbp@libero.it
labottegainstabile@gmail.com
labottegainstabile.blogspot.it
Tel:
+39 051 8493682 - dalle 19.00 alle 24.00
lunedì 27 maggio 2013
La Bottega Instabile ospita
Invicta monstra di Lorenzo Ghelardini
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Invicta monstra di Lorenzo Ghelardini
Opening: giovedì 06 giugno 2013 ore | 19,00
+ live dj set Albino & Romana
La
mostra sarà visibile tutti i giorni dal 06 al 26 di giugno
Avanti
il prossimo, prego…
Volti
arcigni, beffardi o inespressivi. Facce che incontriamo stretti nella routine
del quotidiano, sull'autobus all'ora di punta. Profili grotteschi osservati
pigramente, in poltrona, scorrendo a ritmo incessante i tasti del telecomando.
Uno schedario di profili. Anche Lorenzo Gheraldini ha creato il suo social
network, una community di amici, conoscenti e perfetti sconosciuti in formato
foto tessera, ritratti segnaletici di un'identità composita. Sia ostentando un
sorriso che barricandosi dietro un pugno di plastilina il risultato non cambia,
nessuno è se stesso e tutti sono uguali, personalità appiattite dal flusso
delle immagini, che si costruiscono componendo un college delle giuste impressioni
da dare agli altri. Ma l'artista non può certo rimanere a guardare…
Con
uno spruzzo di vernice l'inganno è smascherato, un commento sul profilo, sia
pure con un pennarello, basta a viziare il senso di un'immagine, aggiungendo
sfumature e espressioni di colore ad un ritratto inverosimile. La verità torna
a galla insieme alla pittura che cola, adducendo alla serialità delle immagini
un ulteriore livello di lettura: lo sguardo sarcastico dell'artista che si posa
impietoso su ogni singolo volto a far emergere le contraddizioni di un'identità
perennemente sotto i riflettori.
Nascondendo
e mettendo in evidenza, sempre attraverso un intervento tangibile e immediato,
si delineano i tratti mutanti di una generazione instabile, costretta ad
attraversare stadi di metamorfosi ricorrenti, in attesa di una
re-identificazione capace di reintegrare il singolo nel sistema.
…Grazie
per essere venuto. Le faremo sapere.
Manu
Buttiglione
Lorenzo
Ghelardini (1980 Cecina, LI) vive e lavora a Bologna.
Autore
poliedrico, ama la citazione e la fusione delle più svariate tecniche, dalla
pittura al fumetto, dalla fotografia allo stencil, cimentandosi anche
nell’installazione e nell’autoproduzione di fanzines e libri d’artista. Tra le
sue mostre più recenti si
ricordano, nel 2013, Cheap - poster art festival, Bologna (collettiva), Womade #6, Chiostri di S.Barnaba, Milano (collettiva), Fresh made, Officina giovani-Cantieri culturali, Prato
(personale), Bodies, centro LIV,
circuito Art City, Bologna. (personale), This Age, spazio Puntocroce & A+A gallery,
Venezia(collettiva). Nel 2012 TrenoFF fringe festival, Centro LIV, Bologna (collettiva) ,Fruit - Self
publishing exhibition, Vicolo
Bolognetti, Bologna (collettiva) ,Mobile Pictures–ArteFiera Off, Studio Edéos, Bologna( personale)
Arte
Urbana Lugano - Musicnet Festival,
Centro Esposizioni, Lugano (personale).
http://lorenzoghelardini.jimdo.com/
Albino & Romana è un progetto nato nel 2012 con base a Bologna.
Legati da esperienze musicali vicine all'electro e alla disco di matrice italo
anni 80, i due producer amano definire la loro musica come
"turkish-disco".
https://www.facebook.com/AlbinoRomana?fref=ts
mercoledì 15 maggio 2013
LE BALLON ROUGE | Vintage Loves
Il Rosso irrompe nella piccola bottega
di via Rialto e lambisce tessuti, immagini, note e parole…
…dove il colore non riempie il campo
visivo ma si descrive attraverso gli abiti di “Vintage Love” mentre i racconti
di Leo Mantovani offrono alla stagione femminile una seconda anima.
Giovedì 23 Maggio | 19.30 > 24.00
Vintage Loves: etichetta
indipendente bolognese, seleziona dal 2011 abiti retrò provenienti da viaggi di
piacere.
Leo Mantovani: interprete e
autore, picaro e pindarico. Lui vive a Bologna.
c/o la bottega instabile
via rilato, 13 - bologna
info: labottegainstabile@gmail.com
mercoledì 13 marzo 2013
La Bottega Instabile ospita
UN ALTRO PAIO DI MANICHE | Alice Lotti e Laura Fanelli
UN ALTRO PAIO DI MANICHE | Alice Lotti e Laura Fanelli
Opening
mercoledì 27 Marzo 2013 ore | 19,00
La
mostra sarà visibile tutti i giorni dal 27 Marzo al 17 di Aprile
In occasione della fiera di Bologna
Children's Book Fair la bottega è
lieta di ospitare "Un altro paio di maniche" di Alice Lotti e Laura
Fanelli .
La
mostra raccoglie i lavori delle due autrici nel loro percorso all'interno del
mondo dell'illustrazione.
Un
lavoro descritto a quattro mani sul linguaggio e sulla figura dell'illustratore
come interprete e creatore di nuovi significati.
Alice
Lotti è nata ad Alba nel 1985,
laureata all’ISIA di Urbino, attualmente vive a Torino, lavora in una agenzia
creativa come grafica e illustratrice, ama gli animali, a volte in modo
ossessivo.
Laura
Fanelli è nata a Termoli nel
1987, ha studiato grafica e illustrazione all'ISIA di Urbino e alla Saint Luc
di Bruxelles.
Vive
a Toulouse e collabora con diverse case editrici, riviste e studi grafici come
grafica e illustratrice freelance. Ha pubblicato 2 libri illustrati. Adora fare
gite.
Contatti:
www.alicelotti.com
www.laurafanelli.com
labottegainstabile@gmail.com
labottegainstabile.blogspot.it
Tel:
+39 051 8493682 - dalle 19.00 alle 24.00
La Bottega Instabile Vi invita:
D' ESTATE, UNA SERA... | Luigi Arcangeli
omaggio a Marguerite Duras a cura | Andrea Gibellini
D' ESTATE, UNA SERA... | Luigi Arcangeli
omaggio a Marguerite Duras a cura | Andrea Gibellini
la mostra sarà visibile fino al 24 di marzo | h: 18.00 > 24.00
testo critico | Andrea Gibellini
Raccontare le emozioni che possono provenire da un volto, da un gesto, sollecitando
così l'obiettivo fotografico è impresa difficile, ancora più difficile, ci sembra il
momento dell'amore fino all'estrema, individuale, solitudine.
Il racconto della Duras -minuzioso nei dettagli, descrittivo degli stati d'animo dei due
protagonisti, con una sua cadenza teatrale, da messinscena di un incontro e di un
dolore per tanti motivi comune ad una esperienza vissuta da molti- è la matrice
lontana di un problema che Luigi Arcangeli sentiva di poter sviluppare attraverso lo
strumento artistico della fotografia.
La Duras coglie alcuni frammenti di un mondo invisibile nella visibile sofferenza di un
abbandono e nel destino sconosciuto dell'amore, individuandolo come per intime
sequenze. E Luigi Arcangeli ha approffitato della sensibilità della scrittrice per
convertire questa volta in immagini fotografiche, le vibrazioni più oscure, talvolta
impercettibili che muovono i nostri sentimenti verso l'agire delle cose. Queste oscure
vibrazioni sono luoghi profondi, perfettamente istintivi, individuali, dove la nostra
umanità acquista pienezza, una propria sicura ed assoluta (perchè solo a noi
appartiene) fecondità. Ed il testo della scrittrice concilia questi punti di buio
fermentante con degli sprazzi di luce, con dei momenti che hanno il sapore intenso
della felicità.
LuigiArcangeli ha lavorato seguendo Occhi blu capelli neri della Duras su questi
punti fermi di luce, che sono valori non solo emozionali ma di conoscenza di una
realtà interiore più ampia. La Duras, pertanto, è una guida verso le notti sconfinate
della solitudine; di una solitudine complessa non dovuta all'abbandono di qualcuno in
particolare, ma di una sofferta solitudine di coppia, psicologica, dove regna sovrana
l'incomunicabilità. Luigi Arcangeli, allora, ha focalizzato l'obiettivo nel regno muto
delle cose, in cui le parole perdono una loro potenziale efficacia, e solo i gesti e gli
sguardi riassumono la profondità di un'emozione. E la scrittura rastremata della
Duras con i suoi intermittenti silenzi diventa una musica lenta, una nota nitida nel
mondo dell'incomprensione. Gli stessi brevi segmenti narrativi della scrittrice
francese, fissano un'inquadratura, l'assolutezza di una situazione, l'incontrovertibilità
di un momento, formano lo specchio di una scena: ecco che i pannelli diLuigi
Arcangeli possono anche essere osservati come l'inizio, lo sviluppo, e la fine di una
vicenda - ed è stato bravo a mantenere l'unicità dell' inquadratura fotografica
all'interno di una relazione più narrativa.
L'estate dove una finestra illumina il chiuso di una stanza, una ragazza dagli occhi
belli quanto intensi e un ragazzo avvolto innocente fra le lenzuola bianche stese a
vela sul pavimento, vivono l'esperienza di un incontro che per loro potrà essere
fatale, nel bene come nel male: purtroppo, scrive la Duras, il male più del bene «Lo
si sa per sé soli».
Andrea Gibellini
Raccontare le emozioni che possono provenire da un volto, da un gesto, sollecitando
così l'obiettivo fotografico è impresa difficile, ancora più difficile, ci sembra il
momento dell'amore fino all'estrema, individuale, solitudine.
Il racconto della Duras -minuzioso nei dettagli, descrittivo degli stati d'animo dei due
protagonisti, con una sua cadenza teatrale, da messinscena di un incontro e di un
dolore per tanti motivi comune ad una esperienza vissuta da molti- è la matrice
lontana di un problema che Luigi Arcangeli sentiva di poter sviluppare attraverso lo
strumento artistico della fotografia.
La Duras coglie alcuni frammenti di un mondo invisibile nella visibile sofferenza di un
abbandono e nel destino sconosciuto dell'amore, individuandolo come per intime
sequenze. E Luigi Arcangeli ha approffitato della sensibilità della scrittrice per
convertire questa volta in immagini fotografiche, le vibrazioni più oscure, talvolta
impercettibili che muovono i nostri sentimenti verso l'agire delle cose. Queste oscure
vibrazioni sono luoghi profondi, perfettamente istintivi, individuali, dove la nostra
umanità acquista pienezza, una propria sicura ed assoluta (perchè solo a noi
appartiene) fecondità. Ed il testo della scrittrice concilia questi punti di buio
fermentante con degli sprazzi di luce, con dei momenti che hanno il sapore intenso
della felicità.
LuigiArcangeli ha lavorato seguendo Occhi blu capelli neri della Duras su questi
punti fermi di luce, che sono valori non solo emozionali ma di conoscenza di una
realtà interiore più ampia. La Duras, pertanto, è una guida verso le notti sconfinate
della solitudine; di una solitudine complessa non dovuta all'abbandono di qualcuno in
particolare, ma di una sofferta solitudine di coppia, psicologica, dove regna sovrana
l'incomunicabilità. Luigi Arcangeli, allora, ha focalizzato l'obiettivo nel regno muto
delle cose, in cui le parole perdono una loro potenziale efficacia, e solo i gesti e gli
sguardi riassumono la profondità di un'emozione. E la scrittura rastremata della
Duras con i suoi intermittenti silenzi diventa una musica lenta, una nota nitida nel
mondo dell'incomprensione. Gli stessi brevi segmenti narrativi della scrittrice
francese, fissano un'inquadratura, l'assolutezza di una situazione, l'incontrovertibilità
di un momento, formano lo specchio di una scena: ecco che i pannelli diLuigi
Arcangeli possono anche essere osservati come l'inizio, lo sviluppo, e la fine di una
vicenda - ed è stato bravo a mantenere l'unicità dell' inquadratura fotografica
all'interno di una relazione più narrativa.
L'estate dove una finestra illumina il chiuso di una stanza, una ragazza dagli occhi
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vela sul pavimento, vivono l'esperienza di un incontro che per loro potrà essere
fatale, nel bene come nel male: purtroppo, scrive la Duras, il male più del bene «Lo
si sa per sé soli».
Andrea Gibellini
contatti:info.lightbox@fastwebnet.it
lu_ar@fastwebnet.it
http://labottegainstabile. blogspot.it/
info: labottegainstabile@gmail.com
via Rialto 13/b – 40124 Bologna
Tel: +39 051 8493682 - delle 19,00 alle 23.00
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