martedì 26 febbraio 2013

                                                                                            La Bottega Instabile ospita
                                                                                                                                                      HER DRESS di Enrico Tonelli

 

      Giovedì 27 Febbraio > 07 Marzo | h: 19.00 > 24.00
      opening: venerdì 01 | h: 19.00
      L'esposizione sarà visibile da Mercoledì 27 Febbraio al Giovedì 07 Marzo, dalle 19.00 alle 24.00















Her Dress è il nuovissimo progetto di Enrico Tonelli, giovane designer bolognese che da sempre si contraddistingue per la sua particolare attenzione nella scelta di materiali dal basso impatto ambientale.
Si tratta di una collezione di piastrelle in legno di pioppo realizzate totalmente a mano, dedicando una attenzione particolare nella scelta dei colori naturali: frutta e verdura macerata, spezie e caffè emulsionati con idro-pitture.

Tonalità disponibili: barbabietola, arancia, fragola, melograno, zafferano e caffè.

La ricerca di Enrico Tonelli si rivolge ad un pubblico sempre più consapevole e cosciente delle proprie scelte.


L'INAUGURAZIONE SARA' ACCOMPAGNATA da Dj Set Dott. DESTOUCHES (electro wave indie)


Contatti:
enrico.tonelli@hotmail.it
tel: +39 3494917168
www.bolognadesign.it
www.facebook.com/enricotonelliLAB
www.enricotonelli.blogspot.it
www.flickr.com/enricotonelli

http://labottegainstabile.blogspot.it/
labottegainstabile@gmail.com
Tel: +39 051 8493682 - delle 19.00 alle 24.00
 

domenica 17 febbraio 2013

                                                                                                          La Bottega Instabile ospita
                                                                    STORIE BREVI E SENZA PIETA' Taddei e Simone Angelini

 Venerdì 22 > 24 Febbraio | h: 18.30 > 24.00


Per il folle fine settimana del fumetto a Bologna Marco Taddei e Simone Angelini saranno ospiti della Bottega e qui  si esibiranno in una performance di scrittura e disegno non stop, in sprezzo della loro vita stessa. Per l'occasione presenteranno il volume di short stories a fumetto "Storie brevi e senza pietà“ edito dalla casa editrice Bel-Ami Edizioni. Gli autori armati di macchina da scrivere e pennarelli, saranno pronti ad illustrare storie a getto continuo, cercando di esaurire completamente le loro energie ma non la loro ispirazione. Chiunque è invitato a suggerire temi e personaggi in modo da aiutare gli autori a raggiungere l'orgasmo creativo e produrre storie sempre più visionarie e surreali. 

…a proposito del magnifico volume a fumetti "Storie brevi e senza pietà "
Una strana invasione di gatti. Una colonia di creature senza forma. Un pozzo al centro di un campo abbandonato. Un nobile debosciato attorniato da servi. Un mistero occultato all’ interno di un chiostro. L’impietosa routine di ogni giorno. Questi sono gli incipit di una raccolta di racconti che uniscono l’assurdo alla più infima normalità alla ricerca di un orientamento in un mondo che la trebisonda l’ha perduta da un pezzo.

…a proposito dei due simpatici autori
Marco Taddei. Classe 1979. Scrive, legge e sghignazza. Gli piacciono: gli animali impagliati, i piccoli giocattoli raccolti per strada, il bergamotto, la parola non l’essenza, i tramonti che finiscono male. Non gli piacciono: la poltiglia sotto i manifesti, comprare le scarpe, i bei posti, il training autogeno. Tra le pubblicazioni: In DOSI Minime, 2009 Firenze libri).
Simone Angelini. Nato nel 1980. Fumettista, illustratore, grafico. Co-fondatore del gruppo creativo “Carta Straccia” e della fanzine autoprodotta di riferimento. Barcolla tra Roma e Pescara in un limbo fatto di amore, lavoro, creatività e stranezze umane. Tra le autoproduzioni la serie a fumetti Unknown Species (2011, Carta Straccia). 

 
 
Rassegna Stampa:

Fumetti di Carta (del 23 gennaio 2013)
Frizzi Frizzi (del 15 gennaio 2013)
Ziguline (del 8 dicembre 2012)
Scene Contemporanee (del 19 ottobre 2012)
Comicus (del 16 ottobre 2012)
K-Bookstore (del settembre 2012)
Turpiloquium (del 26 agosto 2012)
Fumetto d’Autore (del 18 luglio 2012)
ComicsBlog (del 13 luglio 2012)














Contatti 



via Rialto 13/b – 40124 Bologna
Tel: +39 051 8493682
- delle 19,00 alle 23.00

 

martedì 12 febbraio 2013

                             
  
Sud e Magia | Chiara Scarpone  - FINISSAGE  -
testo critico di Chiara Pagliai 
 

durante l'inaugurazione verranno riproposti tre canti appartenti alla tradizione popolare del sud Italia e strettamente connessi alla ricerca artistica dell'autrice.

15.02.2013 h: 19,00 
 la mostra sarà visibile entro questa data dalle 18.30alle 24.00  





La ricerca di Chiara Scarpone affonda le sue radici nella tradizione popolare, riscoprendone la
forza e la sincerità.
Unʼattenzione particolare è data soprattutto ai racconti della tradizione orale del Sud Italia,
attraverso una ricerca antropologica che conduce lʼartista ad interrogarne le fonti più dirette ed
attendibili: gli anziani.
Parte di questa tradizione si incarna nella musica popolare - dei Cantastorie- che diventa una delle
corde vibranti del lavoro artistico dellʼautrice, la quale fissa saldamente a delle matrici lignee ciò
che un tempo passava di bocca in bocca. Il fascino di racconti arcaici e di parole che echeggiano
lontane da un passato carico di mistero ci viene presentato sottoforma di iconiche matrici dipinte,
la cui estetica reinterpreta in chiave del tutto personale simboli della tradizione.
Queste immagini ci ridanno la memoria di usanze, ritualità e leggende spesso ignorate ma che
ritrovano particolare energia vitale in una terra fortemente legata al suo passato: il Sud.
La sua magia suscita la nostra curiosità di spettatori che posti di fronte a quelli che sono solo i
momenti salienti della storia ci guardiamo intorno alla ricerca di quel focolare dove un tempo una
ritorta e saggia figura avrebbe spiegato con calzanti allegorie i misteri della vita che ci lasciavano
smarriti.
Qui sta la sottile provocazione dellʼartista, la quale ci chiede un lavoro molto più arguto del
semplice guardare in silenzio, ma ci spinge ad uscire fuori dalla nostra mente per scendere in
strada ad ascoltare detti e leggende, suoni e racconti, in un mondo vivace dove vecchio e nuovo si
tengono la mano e si guardano rispettosamente in occhi pieni di consapevolezza.


Quelle storie che un tempo passavano di bocca in bocca qui scalfiscono il legno con la loro verità e

la loro magia. 



contatti:
http://chiarascarpone.jimdo.com/
chiarascarpone@hotmail.com
http://labottegainstabile.blogspot.it/
labottegainstabile@gmail.c
om
Tel: +39 051 8493682 - delle 19.00 alle 24.00

giovedì 7 febbraio 2013

 il Laboratorio INSTABILE
PARTECIPA ALL'EVENTO
SPAZIO MENOMALE
Via dè pepoli 1/A (travesa piazza S. Stefano)
orari 14-23

La Bottega Instabile presenta i laboratori stabili di Floris e Fonetica. Floris  è un marchio indipendente che crea cappelli da vecchi maglioni per recuperare la memoria di chi li ha indossati: “i miei non sono accessori ma derelitti di un passato sfortunato”. Fonetica jewelry  è un Progetto nato dalla volontà di far rivivere in un contesto diverso pezzi ormai dimenticati. Artigianalità e ricerca dei materiali utilizzati rendono ogni oggetto unico, nato dalla passione per la ricerca di oggetti vintage.





venerdì 1 febbraio 2013

                                                           La Bottega Instabile  ospita:
  
Sud e Magia | Chiara Scarpone  - opening - 01.02.2013 h: 19,00 
testo critico di Chiara Pagliai 


durante l'inaugurazione verranno presentati tre canti appartenti alla tradizione popolare del sud Italia e strettamente connessi alla ricerca artistica dell'autrice.

La ricerca di Chiara Scarpone affonda le sue radici nella tradizione popolare, riscoprendone la
forza e la sincerità.
Unʼattenzione particolare è data soprattutto ai racconti della tradizione orale del Sud Italia,
attraverso una ricerca antropologica che conduce lʼartista ad interrogarne le fonti più dirette ed
attendibili: gli anziani.
Parte di questa tradizione si incarna nella musica popolare - dei Cantastorie- che diventa una delle
corde vibranti del lavoro artistico dellʼautrice, la quale fissa saldamente a delle matrici lignee ciò
che un tempo passava di bocca in bocca. Il fascino di racconti arcaici e di parole che echeggiano
lontane da un passato carico di mistero ci viene presentato sottoforma di iconiche matrici dipinte,
la cui estetica reinterpreta in chiave del tutto personale simboli della tradizione.
Queste immagini ci ridanno la memoria di usanze, ritualità e leggende spesso ignorate ma che
ritrovano particolare energia vitale in una terra fortemente legata al suo passato: il Sud.
La sua magia suscita la nostra curiosità di spettatori che posti di fronte a quelli che sono solo i
momenti salienti della storia ci guardiamo intorno alla ricerca di quel focolare dove un tempo una
ritorta e saggia figura avrebbe spiegato con calzanti allegorie i misteri della vita che ci lasciavano
smarriti.
Qui sta la sottile provocazione dellʼartista, la quale ci chiede un lavoro molto più arguto del
semplice guardare in silenzio, ma ci spinge ad uscire fuori dalla nostra mente per scendere in
strada ad ascoltare detti e leggende, suoni e racconti, in un mondo vivace dove vecchio e nuovo si
tengono la mano e si guardano rispettosamente in occhi pieni di consapevolezza.


Quelle storie che un tempo passavano di bocca in bocca qui scalfiscono il legno con la loro verità e

la loro magia. 


la Ballata di Teresina, particolare predella


la mostra sarà visibile tutti i giorni dal primo al 20, dalle 19,00 alle 24,00

  contatti:
http://chiarascarpone.jimdo.com/
chiarascarpone@hotmail.com
http://labottegainstabile.blogspot.it/
labottegainstabile@gmail.c
om
Tel: +39 051 8493682 - delle 19.00 alle 24.00

lunedì 28 gennaio 2013

                      La bottega InstabileTappa di Art City white night| Arte Fiera


Raffaele di Vaia | Effimera presenza
testo critico di Serena Trinchero


Specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?
Non si può non pensare al refrain della strega cattiva di Biancaneve davanti alle tante domande che l’opera di Raffaele Di Vaia pone partendo dal concetto dello specchio, in un sottile accordo con la piccola bottega delle meraviglie che accoglie la mostra.
Negli ultimi anni infatti l’artista si è riappropriato della tecnica del disegno concependo lavori che da una parte smantellano il dato del reale, creando cortocircuiti dalle numerose sfumature, mentre dall’altra giocano su un piano più propriamente artistico, mettendo in crisi l’essenza dell’opera d’arte. Al centro di questa intensa analisi c’è una serie di lavori che, sebbene siano accomunati da potenzialità.  una matrice simile -la presenza dello specchio e la tecnica del frottage- rivelano differenti
Il video Venere e la serie di frottages ad ed esso collegato si soffermano sul concetto di vanitas. E
Una riflessione dunque  che coinvolge più direttamente il mondo femminile, e quella tensione al riflettersi per scorgere la propria immagine di bellezza. Sulla base di un’aria tratta dalla “Norma” di Bellini, “Meco all’altar di Venere”, il nostro sguardo è accompagnato in un lento avvicinamento verso un piccolo specchio che rivela una mostruosa presenza nello stesso momento in cui Pollione racconta del suo amore trasformatosi in dramma. È in questo modo che Venere si svela e ricorda il suo lato oscuro, di come la bellezza sia sempre connessa alla sua fine, un contraltare, che non fa’ che sottolineare indissolubile relazione tra Venere e la brevità del fulgore. Non sembra dunque un caso che prima stella del mattino, il pianeta Venere appunto, venga chiamata anche Lucifero, il portatore di luce, l’angelo più bello, che a causa della sua sfrontatezza è stato relegato all’inferno.   
Allo stesso modo i disegni rimarcano il senso di decadenza direttamente connesso alla bellezza, alla sua brevità. Effimera è l’immagine che lo specchio ha creato sul cartone, un’impronta della sua presenza che affiora come un bassorilievo dalla carta nera che sembra direttamente discendere dall’immagine filmica del video: basterebbe sfiorare la superficie dell’opera per corrompere la sua integrità, cancellando l’immagine.
         
Ma lo specchio si offre come una più profonda occasione di guardare dentro a noi stessi, poiché riflettere la propria immagine si traduce in una riscoperta del proprio esserci, della propria esistenza. Come in una foto ingiallita, in un riflesso sfocato è impossibile infatti non vedere la propria immagine nei Disegni, una serie di frottages di specchi dalle diverse fogge.
Gli specchi sottoposti alla gestualità ripetuta ed intensa dell’artista subiscono come una lenta erosione, distruggendosi nel momento stesso in cui vengono trasferiti sul cartoncino. La risultanza è la traduzione di un oggetto attraverso un intervento dell’artista dalle sfumature performative, che dona alla carta una nuova forza espressiva: la caratteristica riflessione che contraddistingue lo specchio viene trasmessa anche alla sua copia, rendendola autonoma.
Grazie a queste opere ci si trova davanti alla propria immagine sfocata, ma frutto di un intimo incontro tra un oggetto dalle mutevoli sfaccettature e la propria presenza. In questo momento di riconoscimento si ha la certezza di non potersi liberare dalla categoria dell’essere che ci costringe allo stesso modo ad affacciarci alla società e lasciare che la nostra immagine venga mistificata, gradita o giudicata. Allo specchio si ha infatti l’esperienza di un io che guarda e di un me guardato che risulta diverso dal me atteso: in questo istante di fragilità riflettiamo sul nostro essere in maniera inattesa.

Serena Trinchero






Raffaele Di Vaia, 1969 Torino, vive a Firenze, lavora a Prato
Le opere di Raffaele Di Vaia sfuggono ad una visione univoca e diretta; le sue stampe fotografiche sono appena percepibili sulla trasparenza dei supporti in vetro e plexiglas, mentre le immagini dei video vengono assorbite nell’oscurità dominante dei toni del nero, come visioni transitorie e labili che provengono dall'inconscio e dal sogno. Il suo lavoro si sviluppa nel tentativo di spostare l’attenzione sulla fonte del pensiero e sulle sue complesse dinamiche: dai momenti di astrazione intellettiva, agli stati in cui le pulsioni del corpo ne offuscano la lucidità, in un magma oscuro di visioni e ricordi. Tra le sue mostre più recenti si ricordano, nel 2011, The Summer Issue, a cura di Lucia Giardino, F_AIR Florence, Firenze e La fuga non è la risposta, a cura di Chiara Galbusera e Serena Trinchero, PRIVATE FLAT #7, Firenze. Attualmente in mostra a Firenze, presso C2 Contemporanea, Senza, a cura di Giuliano Serafini.
studiomdt.altervista.org


La Bottega instabile, via Riato 13b, Bologna
L’associazione Bottega Instabile, nata a settembre del 2012, si propone attraverso multiple attività di svolgere un ruolo di utilità sociale, per animare e valorizzare la scena culturale cittadina. I suoi spazi sono la sede per eventi espositivi, laboratori creativi, ma soprattutto luogo d’incontro. Uno spazio aperto e propositivo volto alla riscoperta delle pratiche manuali e al ridare spolvero alla nozione di bottega.
 

mercoledì 23 gennaio 2013


                                     Tappa di Art City white night| Arte Fiera
                                             La Bottega Instabile ospita:
 
   Effimera presenza | Raffaele DI Vaia  opening | 25.01.2013
     a cura | Serena Trinchero  

Come in una foto ingiallita, in un riflesso sfocato è impossibile non vedere la propria
immagine  nei Disegni di Raffaele Di Vaia, una serie di frottages di specchi.
Gli specchi sottoposti alla gestualità ripetuta ed intensa dell’artista subiscono come una
lenta erosione, distruggendosi nel momento stesso in cui vengono trasferiti sul
cartoncino. La risultanza è la traduzione di un oggetto attraverso un intervento dell’artista
dalle sfumature performative, che dona alla carta una nuova forza espressiva: la
caratteristica riflessione che contraddistingue lo specchio viene trasmessa anche alla sua
copia, rendendola autonoma.
Grazie a queste opere ci si trova davanti alla propria immagine sfocata, ma frutto di un
intimo incontro tra un oggetto dalle mutevoli sfaccettature e la propria presenza. In
questo momento di riconoscimento si ha la certezza di non potersi liberare dalla
categoria dell’essere che ci costringe allo stesso modo ad affacciarci alla società e
lasciare che la nostra immagine venga mistificata, gradita o giudicata. Allo specchio si ha
infatti l’esperienza di un io che guarda e di un me guardato che risulta diverso dal me
atteso: in questo istante di fragilità riflettiamo sul nostro essere in maniera inattesa. 

la mostra sarà visibile anche il sabato 26 dalle 12,00 alle 24,00

 


Disegno, 2011 frottage, grafite su carta Canson 

Contatti: 
raffaeledivaia@gmail.com
www.raffaeledivaia.com
www.studiomdt.wordpress.com
www.studiomdt.altervista.org

http://labottegainstabile.blogspot.com 
info: labottegainstabile@gmail.com